Feeds:
Articoli
Commenti

AVVISIAMO TUTTI CHE PER LE NOVITà, GLI INCONTRI E GLI EVENTI DELLA FACOLTà DI SCIENZE POLITICHE E DELL’INTERO ATENEO TROVERETE INFORMAZIONI SUL SITO www.padovainmovimovimento.org. In home page troverete lo spazio interfacoltà e sul lato sinistro tutti gli spazi delle diverse facoltà.

ASSEMBLEA D’ATENEO

Mercoledì 25 febbraio ore 17:00 Assemblea d’Ateneo, presso Palazzo del Bo’, per programmare insieme le nuove tappe della nostra mobilitazione, a partire dall’inaugurazione dell’anno accademico.

ASSEMBLEA D’ATENEO

Mercolrdì 18 febbreio ore 16:00 assemblea d’ateneo presso il Palazzo del Bo’ per discutere insieme come continuare la mobilitazione, in vista della ripresa delle lezioni, sulla base dei vari workshop(autoformazione – nuovo welfare – ricerca), incontri, eventi che si stanno organizzando nelle diverse Facoltà.

gaza

nonaziÈ stato lanciato per martedì 10 febbraio, davanti al palazzo del Bo’, da un gruppo neofascista, un appuntamento in ricordo delle foibe e contro il comunismo. L’abbiamo già annunciato lo scorso anno, quando dichiarammo intollerabile che questi tristi personaggi facessero un dibattito pubblico nella nostra università con la presenza del leader forzanovista Fiore. Un dibattito rilanciato pochi giorni dopo l’aggressione squadrista portata da militanti neo-fascisti agli studenti dell’onda anomala romana in piazza Navona. Lo abbiamo annunciato l’anno scorso e lo ribadiamo oggi, noi i fascisti e razzisti nelle nostre università e nelle nostre città non li vogliamo. In una giornata dove si parlerà di una questione così complessa come quella delle foibe troviamo estremamente grave e intollerabile sentir parlare di genocidi e/o stragi proprio da chi rimpiange il ventennio, o ancor peggio, quotidianamente professa odio per il diverso, aggredisce migranti, ragazzi e ragazze (vedi Verona), fino a malmenare e uccidere soggetti ritenuti “diversi” dalla loro autoritaria, razzista, discriminatoria e sessista idea di “normalità”. La stessa idea di “normalità” che ha portato il sindaco Zanonato a fare di Padova il laboratorio securitario più razzista e reppressivo d’Italia. Non possiamo accettare la presenza di chi, usufruendo delle insicurezze causate dalla crisi strutturale che stiamo vivendo, si insinua non troppo velatamente nello spazio pubblico per fomentare sensazioni di diffidenza e odio nei confronti di soggetti etichettati come nemici dell’ordine sociale.
Noi come studenti dell’università di Padova i fascisti di Forza Nuova non li vogliamo.

Non li vogliamo ne dentro le nostre facoltà, tantomeno davanti a quello che nel corso delle mobilitazioni anti-gelmini/tremonti abbiamo definito il cuore della nostra università, dell’università medaglia d’oro alla resistenza, dell’università del rettore Concetto Marchesi, dell’università fatta da studenti e studentesse che rifiutano le logiche del fascismo e del razzismo e credono e costruiscono quotidianamente un università fatta di cooperazione ed integrazione, ritenendo queste fondamentali per la costituzione di quel sapere critico a cui aspiriamo e di cui siamo possessori.
Già dallo scorso autunno nel corso delle mobilitazioni contro la legge 133, quando un gruppo organizzato di neofascisti ha aggredito il corteo dell’onda a piazza Navona a Roma, noi come studenti di Padova abbiamo preso posizione all’interno delle partecipatissime assemblee d’ateneo, abbiamo dichiarato che il movimento dell’onda padovano era ed è fortemente antirazzista, antifascista. L’abbiamo ricordato anche all’interno del primo incontro del nuovo anno, quando è stata annunciata la presentazione di liste legate a questi individui, alle prossime elezioni studentesche.

L’abbiamo detto e lo ribadiamo, siamo studenti dell’onda anomala padovana, siamo quelli che da quest’autunno si stanno mobilitando per la costruzione di un’ università diversa, siamo studenti che questa crisi non la vogliono pagare, siamo studenti irrapresentabili e apartitici,ma siamo fortemente antirazzisti e antifascisti.

Per questi motivi non permetteremo che a fascisti e razzisti venga concesso un terreno di visibilità e legittimazione politica e martedì mattina di fronte al palazzo del Bò saremo tutti lì, ad esprimere i nostri contenuti, quelli per cui lottiamo e ci mobilitiamo.
Dobbiamo esserci NOI per mostrare e dimostrare che Padova e gli studenti della sua università sono un’altra cosa, sono un corpo fatto di differenze che mette a valore, perché viceversa non potrebbe funzionare, sono un corpo fatto di carne, passioni e desideri che non vuole comprimere, ma condividere. Sono un corpo che rifiuta i microbi, i parassiti, perché sa che per far vivere al meglio ogni sua singola parte questi li deve espellere!

Appuntamento per tutti gli studenti e non, martedì alle ore 11.00 davanti al palazzo del Bo’, per un presidio vivo e comunicativo contro la presenza di vecchi e nuovi fascisti e per riempire quella piazza di chi veramente è il corpo vivo di questa città e di questa università.

Studenti/esse Dell’Onda padovana

ASSEMBLEA D’ATENEO

n116307520303_13001

ASSEMBLEA SCIPOL

ASSEMBLEA SCIPOL

SI RICOMINCIA!

MARTEDI’ 20 GENNAIO

15.30    assemblea di scienze politiche

MERCOLEDI’ 21 GENNAIO

16.00    assemblea di ateneo          Palazzo del Bo

per preparare i 3 workshop (welfare, autoformazione, ricerca) focalizzati sulla realtà padovana.

http://www.repubblica.it

Atenei, il decreto diventa legge

Arriva il via libera della Camera

ROMA – L’aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto Gelmini sull’università. I voti a favore sono stati 281, i contrari 196 e gli astenuti 28. Ieri sera la Camera aveva votato la fiducia al governo sul decreto, che sarebbe decaduto domani.

“L’Università oggi cambia. Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all’Università per diventare professori o ricercatori”. E’ il commento del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini dopo l’approvazione. “Da questi tre pilastri – conclude – non si potrà prescindere”.

“Un’occasione persa”. E’ dura invece la reazione dell’opposizione, con la vicecapogruppo del pd Marina Sereni: “L’università va cambiata – dice – ma gli organismi internazionali- continua sereni- ci dicono che la spesa per l’università del nostro paese è sottostimata”, il contrario quindi degli sprechi raccontati dal governo attraverso “una campagna propagandistica condotta contro gli atenei”. La realtà, conclude Sereni, è che con i tagli del decreto 112 l’anno prossimo “anche gli atenei virtuosi non saranno in grado di funzionare”.
Fa eco il ministro ombra del Pd Mariapia Garavaglia: “L’università italiana soffre di una crisi che non sarà certo il provvedimento approvato oggi, con le sue misure insufficienti e in alcuni casi anche peggiorative, a riportare ad una situazione di normalità gli atenei. Serve invece una rapida azione in profondità che nessun decreto è in grado di garantire”.

Di “autentica svolta” parla la maggioranza. E il senatore Pdl Giuseppe Valditara spiega: “Il provvedimento applica per la prima volta nella pubblica amministrazione in tema di retribuzioni il principio meritocratico e introduce il merito e la competenza nella formazione delle commissioni di concorso. Inoltre – prosegue il parlamentare del Pdl – vengono premiate le Università che raggiungano i migliori obiettivi in termini di ricerca e di didattica; e viene introdotto un criterio di trasparenza con l’anagrafe delle pubblicazioni”.
(8 gennaio 2009)

———–

Scritto da Onda Anomala Roma
mercoledì 07 gennaio 2009

In occasione della fiducia (la nona in pochi mesi) con cui il governo Berlusconi approverà la legge Gelmini sull’università, il comunicato letto dagli studenti e le studentesse della Sapienza nella conferenza stampa sotto Montecitorio.

Contro la dismissione dell’università, contro la criminalizzazione della critica e del dissenso!

Dopo la legge 133 approvata la scorsa estate ancora una volta il governo Berlusconi si appresta a votare con la fiducia parlamentare il dl 180, meglio conosciuto come legge Gelmini sull’università. Ovvero blocco del turn over, finanziamenti differenziati in favore degli “atenei virtuosi”, smantellamento della ricerca già precaria e sottofinanziata. Tutto già previsto, tutto a danno della qualità dell’istruzione: è chiara la volontà di far pagare all’università e al pubblico in generale la crisi finanziaria. All’insegna di un ipocrita discorso sugli sprechi e sulla meritocrazia si vuole far passare la devastazione dell’università e della ricerca pubblica. Questa votazione, rinviata più volte negli scorsi mesi, avviene non a caso in un periodo in cui le università sono deserte, a pochi giorni dalla polemica strumentale e provocatoria costruita dal rettore della Sapienza Frati e dal sindaco Alemanno (abituato evidentemente ad una “democrazia” in cui la critica e il dissenso di chi non si allinea sono considerate pratiche “criminali”).

Le sue gravissime e vergognose parole sui non ben precisati “300 criminali della Sapienza” ci parlano in realtà di un pesante attacco nei confronti della libertà di dissentire e della straordinaria esperienza di democrazia che l’Onda rappresenta, in linea con le politiche securitarie messe in atto in tutto il Paese.

L’utilizzo della parola «criminali» manifesta dunque un tentativo ben preciso: normalizzare l’università, mettere all’angolo l’Onda e la sua straordinaria capacità di conflitto. E questa normalizzazione, per il magnifico Frati, alleato del governo, equivale ad un’ottima merce di scambio con cui ottenere qualche briciola a sostegno della Sapienza.

Un gran polverone dunque per non dover rendere conto di quelle politiche di smantellamento dell’istruzione che i governi di destra e di sinistra portano avanti da anni. Ancora una volta il decreto 180 rappresenta false soluzioni ai veri problemi dell’università italiana, ancora una volta – la nona in pochi mesi – il governo pone la fiducia per la trasformazione di un decreto in legge, per evitare la discussione e il confronto democratico per paura del dissenso.

In questi mesi uno straordinario movimento sta attraversando il paese, trasformando le macerie dell’università in uno spazio pubblico di confronto e partecipazione. Siamo stati capaci di creare uno spazio pubblico di incontro, costruito attraverso pratiche di autogestione e autonomia, non solo tra studenti, dottorandi e riceratori precari, ma anche con il mondo della formazione tutto, il mondo del lavoro, i movimenti territoriali e in difesa dei beni comuni.

Oggi siamo qui per ribadire che non solo noi la crisi non la paghiamo, ma noi la crisi la creiamo a chi vorrebbe scaricarne i costi sugli studenti, sui precari, sui lavoratori!

Siamo convinti della necessità di trasformare del tutto l’università dei baroni, del 3+2 fallito e dei saperi parcellizzati, di cui la Gelmini segna la reale continuità, al di là delle false retoriche del cambiamento. Abbiamo cominciato a costruire l’autoriforma dell’università, riappropriandoci dei tempi, dei desideri, degli spazi e dei saperi nelle facoltà e nelle città.

E continueremo a mettere in crisi questo governo, già costretto a dei significativi passi indietro sulle riforme della scuola elementare. Ribadiamo, inoltre, che non abbiamo paura, perchè se non ci hanno fatto paura le minacce di sgombero e le aggressioni neofasciste, non ci fanno paura nemmeno le dichiarazioni di Alemanno.

Reclamiamo un nuovo welfare per studenti e precari, un aumento immediato dei fondi per università e ricerca, l’abrogazione immediata della legge 133 e delle riforme sulla scuola e sull’università!

Chi imbavaglia e criminalizza il dissenso, distrugge l’università!

Studenti e studentesse della Sapienza in mobilitazione

Dopo lo sciopero generale e generalizzato del 12 dicembre, dopo due mesi di grande mobilitazione in tutti gli atenei italiani, mercoledì 17 dicembre ore 17:00 assemblea di facoltà per discutere come continuare i nostri percorsi di lotta contro le leggi 133 e 137 e il DL 180. Sulla base dei documenti politici prodotti in questi mesi dal movimento studentesco, cerchiamo di costruire momenti di incontro e discussione volti alla realizzazione del progetto di autoriforma, a partire dalla pratica dell’autoformazione come strumento di scardinamento del sistema del 3+2 e dei crediti, e come spazio di produzione di un sapere critico e autonomo nel quadro di una didattica ufficiale nozionistica e parcellizata.

A seguire, proiezione del video-denucia, integrale e inedito, sui fatti di giovedì 4 dicembre, avvenuti sotto Palazzo Moroni in seguito allo sgombero del “Laboratorio Fuo.Co.”.

Dalle ore 20:00 “Notte Bianca” a Scienze Politiche(Ca’ Borin), con proiezioni e dj-set.